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Pada Abyangam
Metodo della Scuola Joytinat
massaggio del piede e riflessologia plantare
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Il Pada Abyangam è uno tra i più antichi metodi di cura nella disciplina ayurvedica. Secondo la concezione indiana, il piede è il germe da cui il corpo ha origine. Esso racchiude in sé l'intero corpo e il suo divenire futuro, divenendo strumento simbolico dell'evoluzione e della crescita.
La sacralità del piede
Si può rimanere piacevolmente meravigliati e sorpresi dalla sacralità dei piedi nella la religione Hindu. Secondo la tradizione, la totalità dell’essere divino è racchiusa all’interno dei piedi del “Satguru”. Tutte le terminazioni nervose finiscono nelle estremità; i punti vitali di ogni organo dei suoi corpi interiori: astrale, mentale e dell’anima confluiscono nei piedi. Se tocchiamo i piedi del “Maestro” tocchiamo la sua anima.
I mistici insegnano attraverso la trasmissione, che l’alluce del piede sinistro emana la più elevata grazia. La gamba sinistra rivela anch’essa armonia e contemporaneamente l’alluce della gamba sinistra è connesso alla ghiandola pituitaria (ipofisi), l’ingresso della porta di Brahma, dove risiede a livello profondo Sahasrara Chakra, dove nella meditazione di fonde con il Dio Shiva. La vibrazione della spiritualità più profonda (entità divina) può essere immediatamente percepita toccando i suoi sandali (in senso metaforico). In questo modo, un individuo riequilibra attraverso i piedi i suoi corpi differenti: fisico, pranico, astrale, mentale e dell’anima.
Nella più profonda e sentita spiritualità è rivelata un po’ di presunzione derivante dall’Ego. Ciò viene manifestato nelle speranze, nelle preghiere, negli sforzi per avvicinarsi al Divino nel modo più modesto e umile possibile.
Il culto dei piedi incarna questo umile atteggiamento. I devoti adorano i piedi del guru come i piedi del Dio Shiva, per conseguire il raggiungimento di assorbire loro stessi, nella vibrazione dei loro guru e realizzare un totalità con il Dio Shiva.
“Prostratevi per la vostra elevazione spirituale prima al Dio, agli Dei e al Guru, tutto il corpo, il viso verso la Terra, le braccia e le mani allungate, in questo atto di devozione totale, abbandonatevi, abbandonatevi… Che cosa stanno abbandonando questi devoti? Attraverso questo atto di devozione la loro energia bassa si trasforma in elevata energia. E’ una mescolanza, una fusione. Quando qualcuno compie questo atto devozionale, risveglia la vera Prapatti, è facile percepire l’energia bassa, alla base della colonna vertebrale dove risiede Muladhara Chakra, risalire, risalire, risalire, la spina dorsale attraverso i 6 Chakra e arrivare fino all’apice del capo. Tutto ciò trasforma, cambia le energie basse creando conflitto e resistenza (mio e tuo), “tu e io”, divisione, insicurezza e separazione, nell’energia spirituale “noi è noi”, sicurezza, unione, totalità.”
Come simbolo di rispetto nei confronti della Famiglia (del padre e della madre) o nei confronti di una persona anziana o dell’Insegnante a Scuola ci si prostra toccando prima il proprio capo con la mano destra e poi toccandogli i piedi, questo conferisce alla persona una protezione e una benedizione. In India prima del matrimonio alle donne vengono decorati i piedi con i “mehendi”, decorazione floreali eseguite con polvere di hennè; durante la cerimonia gli anelli nuziali per la donna vengono messi dal marito nei due indici dei piedi.
Quando una persona cammina sulla Terra, soltanto i piedi toccano la Terra, allo stesso modo quando il Dio e il Guru sono a contatto con la Terra, è il piede, la parte più bassa della consapevolezza che opera questo contatto. Questo diventa il luogo di comunione con il Divino. In India una delle più grande iniziazioni per il discepolo è quando il Satguru, pone i suoi sacri piedi sopra la sua testa.
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